L’olivo e l’olio. Un simbolo e una risorsa

L’olivo, simbolo dello spirito, risorsa per l'uomo

La pianta d’olivo per l’azienda agraria è un elemento che esula dalla semplice produzione agricola.
 
Non è un caso che l’olivo sia un simbolo universale di pace, da sempre ripreso nella cultura occidentale sia laica che religiosa.
 
Vi è addirittura un momento coincidente che unisce queste due anime, quella produttiva con quella spirituale, quando, annualmente, vengono raccolti e preparati i fastelli di ramoscelli d’olivo, per le funzioni religiose della “Domenica delle Palme”, rito religioso cattolico, alle porte della Santa Pasqua.
L’olio dell’azienda agraria è anche utilizzato per diventare il Sacro Crisma nella celebrazione in Cattedrale del giovedì santo di Pasqua prima della distribuzione in tutte le Parrocchie della diocesi.

Le ulivete e gli areali.

Le 18.000 piante di olivo, testimoniano quanto la coltura di questa pianta, sia di fondamentale importanza nell’economia aziendale.

I terreni spaziano con olivete che si trovano su più comuni, ma sono tutti legati e interni all’areale del Chianti e del Chianti classico.

Gli impianti principali si trovano nei comuni di San Casciano val di Pesa, Barberino Tavarnelle, Certaldo, Impruneta, Scandicci.

Luoghi di particolare pregio sono le zone di Campoli, Giogoli e San Donato.

Le cultivar più presenti nelle nostre olivete sono: Moraiolo, Frantoio, Leccino, Correggiolo.

Il frantoio e la molitura.

Le olive vengono frante internamente presso il frantoio di proprietà, entro 24 ore dalla raccolta, per garantire un prodotto che sia eccellente in tutti i suoi aspetti organolettici.

In azienda, vengono prodotte due selezioni d’olio, il nostro  Olio EVO Toscano Pieve di Campoli e il nuovo, prestigioso, DOP del Chianti Classico, chiamato “Campus Oli”, in onore alla vocazione olearia secolare dei terreni da cui proviene che è parte esclusiva della zona di Campoli, Tignanello, San Gaudenzio a Campoli.

Territori

22 / 12 / 23

Pugnitello: un vino unico, profuma di sacrificio e riscoperta

Come poche altre aziende del Chianti Classico, Pieve di Campoli ha l’orgoglio di presentare il Pugnitello IGT, risultato della vinificazione in purezza della varietà autoctona toscana che si credeva definitivamente scomparsa.

Territori

22 / 12 / 23

Ogni bottiglia la sua UGA:
quando l’unicità si lega ai territori

Al cuore del Chianti Classico per evidenziare tutte le sfumature del territorio che da frazione a frazione contribuisce a creare vini estremamente identitari, capaci di riflettere la geografia e storia del luogo di origine. È il progetto UGA che da luglio 2023 consente di indicare in etichetta, oltre al Gallo Nero, anche l’area specifica di produzione del vino.

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22 / 12 / 23

Pieve di Campoli e Gueratella: una collaborazione che azzera le distanze

A settembre ha preso forma il Prosecco Doc Rosè firmato Gueratella azienda agricola trevigiana nata dall’incontro tra l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Firenze e quello di Vittorio Veneto. Una storia di passione e persone che non hanno paura di confrontarsi, ricercando soluzioni originali.

Territori

21 / 12 / 23

Canaiolo in purezza: tra durezza,
amabilità e nuovi inizi

Il Canaiolo Pieve di Campoli IGT rappresenta l’occasione per valorizzare le eccellenze del territorio, ampliando la gamma di prodotti con un vino poco conosciuto ma che grazie alla sua eccezionalità e rarità sprigiona tutta la magia e il fascino della terra che lo produce.

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20 / 12 / 23

Vendemmia 2023: Lavoro di squadra? No, di una grande famiglia

Per Pieve di Campoli la vendemmia è uno dei momenti più sentiti e attesi dell’anno. Un’occasione di ritrovo e di incontro che vede protagonisti gli operai, quelle persone che fanno la differenza e sono al centro della mission dell’azienda di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero.

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8 / 3 / 23

La valle degli olivi

La raccolta di 1500 q.li di olive su 100 ettari di terreno è un’operazione speciale che non vede in campo eroi ma uomini semplici che amano il proprio lavoro e sanno accettarne la fatica perché il risultato finale è “una bella cosa”.